La storia

Panna Bags nasce da due nomi: Patrizia e Anna. Quattro mani, un’unica firma.

Quattro mani

Patrizia e Anna si dividono il lavoro come si fa nelle botteghe: una taglia, l’altra intreccia; una monta, l’altra rifinisce. Ogni borsa passa quattro mani prima di uscire dal laboratorio, e si vede — nei punti regolari, nelle fodere tese, nelle finiture chiuse a regola d’arte.

Panna è il loro nome messo insieme. Ed è una promessa: quello che facciamo, lo firmiamo.

Dal servizio del laboratorio

Pezzi unici

Non esiste un magazzino: esistono le borse. Ogni modello nasce una volta sola, oppure su ordinazione con i tempi veri del lavoro a mano — una, due settimane — scegliendo insieme filato, fodera e dettagli. Se una borsa vi somiglia, è perché è stata fatta così: per una persona, non per uno scaffale.

Indossate.

In passerella

Le borse Panna Bags sono cresciute nei mercati artigianali, passando di mano in mano. Poi sono salite in passerella, con il nome sul maxischermo. La strada è la stessa: farsi guardare da vicino.

La sfilata — girato reale

Intrecciate a quattro mani, fatte in Italia.